I prestiti  pensionati sono particolari prodotti di credito destinati a chi non lavora più e sia titolare di pensione, spesso accettata anche quella di reversibilità e di invalidità, che siano corrisposte da enti previdenziali o casse pensionistiche come INPS, INPDAP, IPOST, ENASARCO, ENPALS, INPDAI.

Tra i prestiti concessi dal fondo di previdenza di questi enti ne esistono alcuni che non vengono erogati direttamente, ma che si appoggiano ad operatori finanziari.
In questo modo, anche nel caso in cui i fondi non siano sufficienti, costoro possono ottenere da tempi piuttosto recenti, prestiti dedicati con particolari agevolazioni e limiti non troppo severi.
Una legge del 2005 ha intanto esteso la possibilità di ottenere la cessione del quinto, che assieme ai prestiti Inpdap sono fra i più richiesti, anche dai pensionati.

L’importo richiesto, che varia dai 2500 ai 50000 euro in media, viene messo a disposizione di pensionati fino a 75 anni di età. La somma arriva direttamente al soggetto che ne ha fatto richiesta entro mediamente 20 giorni lavorativi, se non vi sono impedimenti di tipo burocratico che allentano le pratiche o prolungano l’attesa.

Il prestito INPDAP per pensionati

I mezzi attraverso i quali il cliente entra in possesso del denaro sono l’assegno circolare spedito al suo domicilio, oppure, in caso vi sia esplicita richiesta, tramite bonifico bancario sul suo conto corrente, il cui numero sarà stato rilasciato assieme alla documentazione necessaria.
Il rimborso del prestito Inpdap può avvenire, come dicevamo, attraverso la trattenuta mensile di una rata concordata tra ente erogatore e cliente stesso, sulla sua pensione al netto delle imposte.

Per poter accedere ad un prestito per pensionati, il cliente deve dimostrare di percepire una pensione non inferiore ai seicento euro mensili, e di poter estinguere il prestito entro il compimento dell’ottantesimo anno di età, in un arco di tempo che può comunque variare dai 24 ai 120 mesi.

L’ente erogante, sia nel caso di agenzie di mediazione creditizia, sia nel caso di cassa previdenziale, valuterà la richiesta dell’interessato, secondo varie condizioni di finanziabilità quali:

  • l’età  del richiedente;
  • il cedolino della pensione;
  • il modello Obis M;
  • il modello cud riferito ai redditi dell’anno precedente alla richiesta;
  • l’importo minimo della pensione che deve essere superiore a 500 Euro.

La documentazione richiesta dai principali erogatori finanziari quali banche, società finanziarie iscritte all’albo dell’Ufficio Italiano Cambi, o operatori creditizi online, si riducono solitamente al documento d’identità valido, il codice fiscale ed il CUD completo.

Possono ottenere questo tipo di prestito anche tutti quei pensionati che hanno avuto ritardi nei pagamenti, protesti o sono stati segnalati nelle banche dati che forniscono referenze creditizie.